Le modifiche dei tessuti e delle forme esterne prodotte dall’invecchiamento sono, purtroppo, innumerevoli, ma le più evidenti sono quelle prodotte dalla forza di gravità che agisce ininterrottamente dal momento della nascita e dalla perdita di elasticità della cute. Tutti i metodi di correzione pertanto sono indirizzati a contrastare questi due fattori causali. Le rughe in quanto tali, prodotte dalla perdita di elasticità accompagnata dalla perdita dell’idratazione vengono corrette con metodi alternativi, chirurgici o meno, che si prefiggono per la maggior parte di levigare gli strati superficiali della pelle con l’asportazione degli stessi che vengono rigenerati dagli strati più profondi che per la loro posizione sono stati meno danneggiati dai fattori ambientali esterni. Inevitabilmente tali metodiche ( peeling, laser, dermoabrasione etc. ) inducono uno stato infiammatorio negli strati sottostanti che esitano in un “ edema” con richiamo di acqua che tende a “gonfiare” i tessuti avvizziti ricompattandoli e migliorando ulteriormente il risultato. L’evidenza delle rughe può anche essere trattata più semplicemente riempiendo le depressioni con i “filler” , sostanze compatibili, iniettabili, dotate di una discreta stabilità, ma non permanenti o con la paralisi dei muscoli mimici ( tossina botulinica) che rilassandosi trascinano la cute nella loro estensione. Se invece vogliamo combattere la forza di gravità è necessario correggere le ptosi dei tessuti interessati, cosa ottenibile o con la chirurgia ( sicuramente con risultati più validi), che, anche se mini invasiva, comporta sempre la necessità di procedure corrette in ambienti idonei o con fili di sospensione, posizionabili anche in ambulatorio, ma inevitabilmente di effetto temporaneo.